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Angelo Marzi -
Borghi nuovi e ricetti nel tardo Medioevo
Modelli piemontesi, fondazioni liguri e toscane
Modelli piemontesi, fondazioni liguri e toscane
Secondo un pregiudizio storico molto diffuso (non solo dalle guide turistiche), molti centri storici italiani a trama ortogonale e con vie parallele tra loro deriverebbero da antiche fondazioni romane e in particolare da accampamenti militari, ampliati in età imperiale. Se ciò è sostenibile per alcune città (Torino, Asti, Novara, Aosta ecc.), si deve in realtà prendere atto che un gran numero di borghi rurali furono progettati, tracciati, edificati soltanto nel tardo medioevo nelle campagne incolte, al fine di colonizzarle e accumulare le scorte alimentari per le città-madri, incrementando il popolamento dei contadi e dunque la tassazione dei rustici. Tra la fine del 1100 e la prima metà del Trecento comuni, signori locali e grandi signori territoriali fondarono nell'Italia centro-settentrionale almeno 200 borghi nuovi e ricetti pianificati, un centinaio dei quali in Piemonte e ventuno soltanto nel contado di Vercelli. Ma il fenomeno si sviluppò su scala europea. Allo stato degli studi è arduo proporre un censimento: in Francia sono censite circa 100 bastides pianificate, nell'intera Europa sarebbero alcune centinaia, non meno di 500. Questo libro, concepito come una sorta di manuale di storia urbana, è rivolto non tanto agli storici delle istituzioni e dell'economia, a geografi, urbanisti, archeologi e architetti, quanto in particolare ai tecnici che operano nell'edilizia e nel recupero dei centri storici e talora demoliscono muri medievali senza saperli distinguere dai muri ottocenteschi, o confezionano Piani Regolatori comunali ritenendo che i nuclei centrali con edilizia a muri portanti siano dovuti a Giulio Cesare, che avrebbe piantato in Italia almeno 200 accampamenti militari dalla Toscana in su. Nel volume sono contenute alcune tabelle necessarie a definire le dimensioni e le costanti geometriche dei borghi nuovi, ma anche la loro composizione sociale (che è in rapporto diretto con l'ampiezza dei sedimi). Sono descritte e ricostruite le matrici planimetriche di 28 borghi pianificati, indagati i prototipi, i modelli , le tipologie.


